L’Era della Disobbedienza e il Paladino dei Nostri Risparmi

Obey-DisobeyMicroscopica doverosa premessa: non esiste lo Stato buono. Lo Stato è sempre un problema, non è mai la soluzione. Qualsiasi problema collettivo è riconducibile, in fondo, alla responsabilità dello Stato, ovvero all’organizzazione che militarmente occupa un territorio imponendo con le armi le proprie regole ai sudditi che vivono in quel territorio.

La democrazia, soprattutto se rappresentativa, non fa altro che dare ai sudditi l’illusione di poter decidere quali sono le persone al “comando” dello Stato. E’ una mera illusione, innanzitutto perché non sono i rappresentanti eletti a “comandare” lo Stato, bensì i burocrati. Poi perché, una volta scelti, i “rappresentanti” fanno ciò che vogliono perché non sono legati da alcun contratto vincolante coi propri “elettori”. Infine perché bene che vada si tratta solo della dittatura dei rappresentanti di una maggioranza relativa sul resto della popolazione. Questo vale sempre e in tutto il mondo.

Tutto ciò premesso, esistono Stati migliori di altri ed esistono momenti storici migliori di altri, ovvero esistono Stati e momenti storici in cui sono rispettate le libertà individuali dei sudditi più che in altri Stati/momenti storici.

Ora, purtroppo l’organizzazione militare denominata “Repubblica Italiana”, che militarmente occupa il territorio definito come Italia, ha deciso (senza richiedere un’opinione esplicita ai suoi sudditi) di entrare a far parte di una sovraorganizzazione, denominata Unione Europea, da me rinominata Unione Repubbliche Socialiste Europee. Il marketing dello Stato, che si chiama “propaganda”, ha mascherato questa mossa con l’idea di creare un “mercato unico”: non solo non è mai successo, ma mai nessuno ha voluto farlo. La realtà è che l’organizzazione militare denominata Repubblica Italiana vuole fondersi con altre Repubbliche (Socialiste) per creare un’organizzazione militare più grande e più forte. Quindi meno rispettosa delle libertà individuali, perché più un’organizzazione militare è grande e forte e meno può lasciar spazio ai singoli individui.

Questa scelta ha creato una situazione di ulteriore limitazione delle libertà individuali: l’URSE ha imposto un aumento della tassazione, ha imposto altri regolamenti assurdi ad un sistema burocratico già soffocato dalle regole (e poi lo chiamano “liberismo”), ha drenato direttamente dallo Stato Italiano una quantità immensa di risorse sotto forma di “finanziamento alla UE” per far sì che queste risorse vengano ridistribuite ad altri Stati e per far sì che la nuova macchina burocratica potesse sostenersi. Ha anche cercato di “risolvere” il problema della bassa natalità deportando persone dal giovane continente africano confinante, convincendoli con qualche bomba e qualche “organizzazione terroristica” creata ad hoc. Solitamente queste “unioni” avvengono tramite guerre di conquiste, questa volta si è tentato con altre strade, senza ricorrere direttamente alle armi. Sembrava un piano di Hannibal Smith dell’A-Team.

Cosa sono le tasse

Ma c’è un problema: nonostante la propaganda e nonostante la palese inutilità delle “istituzioni democratiche”, a volte i piani non vanno come previsto. Come dicono i giapponesi “pianificare è necessario, ma i piani sono completamente inutili”. Infatti è capitato ultimamente che, chiamati ad esprimere il proprio parere, i sudditi si siano espressi in maniera da creare incidenti spesso irrisolvibili per i piani dei burocrati. In particolare è successo con la Brexit a livello Europeo e con l’elezione di Trump in USA. Siamo entrati nell’Era della Disobbedienza.

Domenica il Presidente della Repubblica Italiana ha effettuato un “colpo di Stato”, ha cioè ribaltato il risultato di un’elezione, rifiutando di dare il mandato ad un governo che aveva la maggioranza in parlamento per darlo ad un governo che non ce l’ha. La giustificazione è stata “salvaguaradare i risparmi degi italiani”, perché il governo proposto avrebbe – secondo insindacabile giudizio del Presidente Mattarella – fatto esplodere il differenziale nei rendimenti tra BTP e Bund e avrebbe fatto crollare la Borsa, mettendo a rischio i risparmi dei sudditi. A meno di 48 ore: è esploso lo spread ed è crollata la Borsa. Se fosse vero che questo mette in crisi i nostri risparmi (lo è nel medio periodo), il Paladino ha fallito. Se questo fosse successo dopo la Brexit, sarebbe stato invocato l’intervento dei Caschi Blu. Se fosse successo dopo l’elezione di Trump, si sarebbe chiesto al “popolo” (armato) americano di scendere in piazza. Se fosse successo al giuramento del Governo Conte sarebbero intervenute le cancellerie europee.

Ora, Salvini e Di Maio non sono Farage e Trump. Purtroppo. Non hanno un programma che preveda l’uscita dall’Unione Europea, prevista dai trattati. Purtroppo. Ma hanno chiamato al governo personaggi fastidiosi quali Giulio Sapelli e Paolo Savona, che non sono rivoluzionari, sono strettamente e rigorosamente europeisti, ma hanno in comune il costante attacco verso una singola persona: Angela Merkel. Questo è un peccato mortale. Questa signora si è autoeletta Imperatrice dell’URSE e le ultime dichiarazioni lo mettono in chiaro, se mai ce ne fosse bisogno: dopo aver chiarito che le regole da lei imposte sono necessarie “altrimenti tutti fanno quello che vogliono” (libertà individuali) ieri, infatti, ha dichiarato “Vogliamo collaborare con tutti i governi, ma ci sono anche dei principi nell’eurozona (quali? chi li ha decisi? perché? quando? sono immutabili? ndr). Ovviamente ci saranno dei problemi – ha tenuto a puntualizzare – anche all’epoca, con la Grecia di Tsipras, ci furono problemi, e poi ci siamo accordati”. Quale fu l’accordo con Tsipras? Beh, molto semplice: butta nel cesso il tuo programma politico e fai come diciamo noi, altrimenti sei fottuto. Come vi dicevo: i programmi non contano un cazzo e i “rappresentanti” fanno quello che vogliono.

Quindi vi dico: il cielo è fosco. Pare ci sia uno scontro interno all’Unione Repubbliche Socialiste Europee. Questo scontro, gettato sul campo di battaglia con urla di propaganda, si gioca sulla pelle dei sudditi. Da una parte c’è Angela Merkel, europeista imperialista nazional-socialista, dall’altra ci sono altri europeisti, che possiamo serenamente chiamare Marxisti-Keynesiani. Post-Hitler vs. post-Stalin. Socialismo vs. socialismo. Ancora. Come Sciiti vs. Sunniti. Non vi illudete: la Libertà, come al solito, non è in campo.

Ma siamo nel’Era della Disobbedienza, quindi penso che voi sudditi votanti siate sul piede di guerra. Mattarella ha lanciato una campagna elettorale dal suo punto di vista furbo, creando un’aurea anti-euro e anti-europea intorno al Movimento 5 Stelle e alla Lega. Aurea tanto falsa quanto efficace da un punto di vista propagandistico. Saranno attaccati ai sondaggi come un neonato alle tette della madre, perché faranno di tutto per non dare una maggioranza schiacciante al partito Marxista-Keynesiano. Rimanderanno le elezioni con qualsiasi scusa: il caldo d’estate, la tristezza dell’autunno, il freddo dell’inverno, la spensieratezza della primavera. Cercheranno di aspettare la fine del mandato di Draghi per schiararlo in campo come “salvatore della patria”. Probabilmente voi vi ribellerete ancora e metterete Salvini e Di Maio sul piedistallo.

Fate pure, non cambia nulla. Non cambierà nulla. L’Unione Repubbliche Socialiste Europee morirà, ma ci vorrà tempo. Tanto, troppo tempo, purtroppo. Morirà di implosione, non grazie ad un voto.

Nel frattempo, ricordate: l’unico paladino dei vostri risparmi lo guardate negli occhi di fronte allo specchio.

 

“Questa è la tua vita e va finendo un minuto alla volta.” (Chuck Palahniuk, Fight Club)

P.S.

E’ tutto ovviamente colpa dei cattivissimi mmerigani e degli hacker russi, che da quando se so messi insieme stanno distruggendo il mondo. Tutto per contrastare la cavalcata dell’Euro come moneta di riserva mondiale.

P.P.S.

Non guardate lo spread BTP-BUND, guardate lo spread BTP-BONOS. La Spagna è in una crisi politica ben peggiore di quella italiana, con una guerrra civile interna.


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“L’Era della Disobbedienza e il Paladino dei Nostri Risparmi” è stato scritto da Marco Tizzi e pubblicato su Rischio Calcolato.

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